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Serie B1

Emma Galbero operata al ginocchio: «In palestra fra sei mesi»

A quasi tre mesi dal giorno dell’infortunio, per Emma Galbero è arrivato finalmente il momento di sottoporsi all’intervento chirurgico necessario per sistemare il ginocchio destro, che aveva fatto crack. La nostra giocatrice è stata infatti operata martedì scorso all’ospedale di Borgo Valsugana dal dottor Giorgio Benigni, che ha provveduto a prelevare un tendine della coscia per ricostruire il legamento crociato rotto il 16 ottobre nel corso del secondo set (sul punteggio di 17-12) della prima sfida casalinga stagionale, quella disputata contro Ostiano.
L’intervento è perfettamente riuscito ed Emma da ieri pomeriggio è di nuovo a casa, un po’ frastornata, ma decisa a risalire la china, come ha già fatto altre volte. Si tratta di un’esperienza che hai già vissuto...

«Più o meno. - racconta Emma - Le differenze stanno nel fatto che quando mi sono infortunata al ginocchio sinistro il legamento non si era rotto del tutto e se non fossi un’atleta avrei anche potuto convivere con questo problema ed evitare l’operazione, invece stavolta si è spezzato, infatti ho avvertito un dolore fortissimo».
Un infortunio un po’ strano... «Sì, perché non mi sono fatta male ricadendo da muro, ma compiendo una torsione per preparare la rincorsa d’attacco».

Comunque ora quei momenti sono alle spalle. Come procederà il tuo recupero? «I tempi sono gli stessi che ha richiesto il ginocchio sinistro: servono sei o sette mesi di lavoro primi di poter tornare a lavorare in palestra con le compagne. In questo momento, tuttavia, mi sembra un traguardo lontano, per ora penso a tornare in piedi, poi penserò all’agonismo. Abito al terzo piano e quindi per il momento anche uscire di casa è una conquista. Ad ogni modo alla mia età non ho intenzione di interrompere l’attività sportiva e quindi tornerò sicuramente a giocare».

Del gruppo hai comunque fatto parte integrante per tutta la stagione. Ti sei data una spiegazione dei motivi che portano il Rothoblaas di quest’anno a giocare alla grande in trasferta e a soffrire moltissimo in casa? Di solito avviene il contrario negli sport di squadra... «In effetti è un po’ strano, ma credo che questo accada perché quando affrontiamo un incontro a Volano abbiamo tanti occhi puntati addosso e vogliamo fare di tutto per ripagare l'attenzione dei tifosi e i tanti sforzi che fa la società per noi. Questo, probabilmente, aumenta lo stress quando le cose non vanno bene. Si tratta di una pressione che in trasferta, invece, non esiste».

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